Sunday, May 14, 2006

oggi il caso mi ha portata a piazza san babila..passeggiavo, impacciata e un pò insicura tra la gente dello shopping domenicale, quando la vita mi ha fatto l'occhiolino..che bello!ho assaporato per bene le immagini e ho capito che era tutto, potevo tornare a casa senza continuare per quella via..sono tornata al mio motorino sorridendo.
2 minuti in piazza san babila, 2 immagini:

1.l'uomo con il cappello bianco che, seduto su un piccolo sgabello al centro della strada, urlava nel megafono:
"aiuto!aiuto signori!vi chiedo aiuto politico!basta con le falsità!basta con l'egoismo!basta con eroi e santi!basta!"

2.un manifestotutto attaccato abusivamente , nessuna foto, nessun logo, tutto bianco, con un testo in nero:

MANIFESTO D'ASSALTO POETICO PER LA POESIA
..la poesia di strada nasce gettando paroletra le via, pugni di semi nel vento,
è senzazione precipitata in sassi d'asfalto tra lo snocciolarsi
scomposto di questa città. Versi come pioggiatra le genti, inzuppate fin oltre l'orlo dell'attenzione,senza corte di dotti ne corona,perchè dovunque e da sempre, una pagina bianca è una poesia nascosta...
1. sprofonda poesia
2. sfida gli schiaffi della corrente
3. cresci i lampi della follia
4. gettati controvento
5. precipita in picchiata nel vortice del mondo
6. esplodi e assalta d'ovunque
7. se getti semi al vento farai fiorire il cielo

Saturday, May 06, 2006

per davide,marco,david-one,diana,sofia,dario e...

e allora, a grande richiesta, eccomi qui, finalmente di ritorno!
A prposito di ciò che si diceva giovedi dopo il laboratorio ho trovato un testo che vorrei condividere con voi, tratto da una lettera di Franz Kafka a Oskar Pollak(Epistolario,mondadori 1964):

"Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? Affinchè ci renda felici, come scrivi tu?Dio mio, felici saremmo anche se non avessimo libri, e i libri che ci rendono felici potremmo eventualmente scriverli noi. Ma noi abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio, un libro dev'essere la scure per il mare gelato dentro di noi. questo credo."

ecco, lo credo anch'io del teatro.
ed è per questo che a volte non riesco a creare nulla, mi blocco, per paura di fare scelte superficiali, facili..

mi sono ricordata di cercare in me il significato di una parola come "diversità" e di capire cosa per me è importante mettere a fuoco.ho finalmente trovato la mia porta d'uscita, e l'ho aperta.

Ora possiamo andare avanti, insieme, non vedo l'ora che sia giovedi!

grazie per esserci e seguirmi
barbara