IO SONO UNA DANZATRICE.
Sono profondamente convinta che tutto si impari con la pratica e con l'esperienza, e questo principio è vero sia riferito alla danza che alla vita. Si impara a danzare danzando e si impara a vivere vivendo.In entrambi i casi si tratta di compiere una serie precisa di azioni, fisiche o mentali, finalizzate a uno scopo,da cui deriva un senso di realizzazione, di identità, di soddisfazione dello spirito. E' come essere un'atleta che gioca per la squadra di Dio.
Esercitarsi significa compiere un atto di fede, di desiderio, significa cercare di realizzare una visione superando qualsiasi ostacolo. Esercitarsi è rivoglere un'invito alla perfezione agognata.
Credo che la ragione per cui la danza ha mantenuto intatta la prorpia eterna magia sia che essa è il simbolo della vita. Persino in questo istante, mentre scrivo, il tempo sta trasformando l'oggi in ieri, in passato.Col tempo le scoperte scientifiche più brillanti saranno riviste e superate, e ne emergeranno di nuove.L'arte, invece, è eterna, perchè rivela il paesaggio interiore, l'animo umano.
Ho udito spesso l'espressione "la danza della vita"; è un'espressione che mi commuove profondamente, perchè lo strumento con cui la danza si esprime è lo stesso con cui si vive la vita, è il corpo umano. esso è il mezzo tramite il quale si manifestano le cose fondamentali della vita:la vita, la morte e l'amore sono iscritti nella sua memoria.
Agli occhi dello spettatore la danza appare affascinante, spontanea, piena di gioia. tuttavia, il sentiero verso il paradiso della perfezione non è facile.La fatica a volte è tale che il corpo urla, anche nel sonno. Vi sono momenti di frustrazione assoluta, si vivono piccole morti quotidiane.E' in quei momenti che ho bisogno di tutta la sicurezza che l'esercizio ha saputo accumulare nella mia memoria, come una fede che non viene meno....
..il movimento non mente mai.E' come un barometro, capace di rivelare achi lo sa leggere la temperatura dell'anima.
..ci vogliono circa dieci anni per formare un danzatore completo.L'addestramento procede su due livelli.anzitutto vi è lo studio e la pratica del mestiere...viene poi l'educazione dell'interiorità dell'essere, da cui proviene quanto si ha da esprimere.Questo infatti non proviene dal nulla, ma da una grandissima curiosità.La cosa più importante, qui come sempre, è l'assoluta unicità dell'individuo;se tale unicità non si realizza qualcosa va perduto.L'ambizione non basta,l'ineluttabile necessità di esprimersi è tutto.
..vi è poi la grazia, intendo grazia che viene dalla fede..dalla fede nella vita,nell'amore,nella gente,nel danzare.
sono necessari tutti questi elementi perchè una qualsiasi rappresentazione risulti suggestiva, potente, carica di significato.
Chiunque si esibisca dinanzi a un pubblico conosce il significato del sorriso dell'acrobata, che è parte del mestiere, o forse è un dono.Noi tutti, qualche volta, ci siamo trovati a camminare sopsesi sul filo ad alta tensione della sorte.Come l'acrobata conosciamo il richiamo della forza di gravità, che ci attira verso terra.L'acrobata sorride perchè si è esercitato a vivere quell'istante di pericolo e ha scelto di non cadere.
Talora mi fa paura camminare su quella corda tesa, mi fa paura avventurarmi nell'ignoto, ma tutto questo è insito in ogni atto creativo, in ogni esibizione, e creare ed esibirsi è ciò che un danzatore fà.
Spesso mi è stato chiesto perchè avessi scelto di essere una danzatrice. Non l'ho scelto:sono stata scelta, e con questa consapevolezza ho vissuto tutta la mia vita. quando qualche mio giovane allievo mi domanda:"lei pensa che io faccia bene a danzare?", invariabilmente rispondo:"Se hai bisogno di chiederlo, la risposta è no."Questa carriera dovrebbe essere intrapresa solo se è l'unico modo per dare intensità e profondità alla tua e all'altrui vita..-
MARTHA GRAHAM
(MEMORIA DI SANGUE un'autobiografia )
Sono profondamente convinta che tutto si impari con la pratica e con l'esperienza, e questo principio è vero sia riferito alla danza che alla vita. Si impara a danzare danzando e si impara a vivere vivendo.In entrambi i casi si tratta di compiere una serie precisa di azioni, fisiche o mentali, finalizzate a uno scopo,da cui deriva un senso di realizzazione, di identità, di soddisfazione dello spirito. E' come essere un'atleta che gioca per la squadra di Dio.
Esercitarsi significa compiere un atto di fede, di desiderio, significa cercare di realizzare una visione superando qualsiasi ostacolo. Esercitarsi è rivoglere un'invito alla perfezione agognata.
Credo che la ragione per cui la danza ha mantenuto intatta la prorpia eterna magia sia che essa è il simbolo della vita. Persino in questo istante, mentre scrivo, il tempo sta trasformando l'oggi in ieri, in passato.Col tempo le scoperte scientifiche più brillanti saranno riviste e superate, e ne emergeranno di nuove.L'arte, invece, è eterna, perchè rivela il paesaggio interiore, l'animo umano.
Ho udito spesso l'espressione "la danza della vita"; è un'espressione che mi commuove profondamente, perchè lo strumento con cui la danza si esprime è lo stesso con cui si vive la vita, è il corpo umano. esso è il mezzo tramite il quale si manifestano le cose fondamentali della vita:la vita, la morte e l'amore sono iscritti nella sua memoria.
Agli occhi dello spettatore la danza appare affascinante, spontanea, piena di gioia. tuttavia, il sentiero verso il paradiso della perfezione non è facile.La fatica a volte è tale che il corpo urla, anche nel sonno. Vi sono momenti di frustrazione assoluta, si vivono piccole morti quotidiane.E' in quei momenti che ho bisogno di tutta la sicurezza che l'esercizio ha saputo accumulare nella mia memoria, come una fede che non viene meno....
..il movimento non mente mai.E' come un barometro, capace di rivelare achi lo sa leggere la temperatura dell'anima.
..ci vogliono circa dieci anni per formare un danzatore completo.L'addestramento procede su due livelli.anzitutto vi è lo studio e la pratica del mestiere...viene poi l'educazione dell'interiorità dell'essere, da cui proviene quanto si ha da esprimere.Questo infatti non proviene dal nulla, ma da una grandissima curiosità.La cosa più importante, qui come sempre, è l'assoluta unicità dell'individuo;se tale unicità non si realizza qualcosa va perduto.L'ambizione non basta,l'ineluttabile necessità di esprimersi è tutto.
..vi è poi la grazia, intendo grazia che viene dalla fede..dalla fede nella vita,nell'amore,nella gente,nel danzare.
sono necessari tutti questi elementi perchè una qualsiasi rappresentazione risulti suggestiva, potente, carica di significato.
Chiunque si esibisca dinanzi a un pubblico conosce il significato del sorriso dell'acrobata, che è parte del mestiere, o forse è un dono.Noi tutti, qualche volta, ci siamo trovati a camminare sopsesi sul filo ad alta tensione della sorte.Come l'acrobata conosciamo il richiamo della forza di gravità, che ci attira verso terra.L'acrobata sorride perchè si è esercitato a vivere quell'istante di pericolo e ha scelto di non cadere.
Talora mi fa paura camminare su quella corda tesa, mi fa paura avventurarmi nell'ignoto, ma tutto questo è insito in ogni atto creativo, in ogni esibizione, e creare ed esibirsi è ciò che un danzatore fà.
Spesso mi è stato chiesto perchè avessi scelto di essere una danzatrice. Non l'ho scelto:sono stata scelta, e con questa consapevolezza ho vissuto tutta la mia vita. quando qualche mio giovane allievo mi domanda:"lei pensa che io faccia bene a danzare?", invariabilmente rispondo:"Se hai bisogno di chiederlo, la risposta è no."Questa carriera dovrebbe essere intrapresa solo se è l'unico modo per dare intensità e profondità alla tua e all'altrui vita..-
MARTHA GRAHAM
(MEMORIA DI SANGUE un'autobiografia )
